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Giuseppe Guarino

Creazione o evoluzione?

 

Credo di avere già utilizzato questo titolo e sono certo che l'abbiano fatto anche altri, ma lo utilizzo comunque perché riguarda un quesito che è vero ancora per molti.  

Mi piace molto il fumetto dei Fantastici Quattro, lo leggo da decenni.

La serie di 16 numeri uscita tra il 2013 ed il 2014 con testi di Fraction e disegni di Bagley è una produzione davvero notevole. Nel numero 6 (copertina qui accanto) i due figli di Sue (la donna invisibile) e Reed (il leader del gruppo) illustrano l’origine dell’universo secondo la teoria evolutiva. Il modo in cui i due ragazzi lo fanno è avvincente.

Devo confessare di avere una propensione naturale per la scienza ed un grande amore per la fantascienza; eppure sono un uomo di fede. Sono per natura molto razionale e ho dovuto razionalmente rinunciarci per riconoscere dei principi di una razionalità superiore. Non credo di essere un uomo essere irrazionalmente "irrazionale", bensì razionalmente più che "razionale".

Credo nella scienza, intesa come la ricerca delle leggi che regolano l'universo; ma credo anche le regole dell'universo le abbia stabilite un'entità superiore che chiamiamo Dio e che tali regole sono in ultima analisi soggette a Lui, che può gestirle a proprio piacimento.

I ragazzi si chiamano Franklin e Valeria. Hanno anche loro dei poteri straordinari come i genitori ed un intelletto superiore. In questo purtroppo il fumetto tradisce ancora l'essere un prodotto originale degli anni '60 e i due ragazzi hanno la bellezza della madre e l'intelligenza del padre.

La narrazione dei ragazzi (nell'immagine a destra) è avvincente. Cosa stanno esponendo? 

1. La teoria del Bing Bang che ha dato origine al nostro universo. La parola chiave è: "teoria". Non vi è infatti una dimostrazione scientifica possibile per il big bang, ma solo teorica; non è un evento riproducibile, non si possono avere certezze assolute nonostante, nell’esporre le teorie, alcuni scienziati mettono persino più entusiasmo di questi due ragazzini.

2. La serie di eventi che hanno portato, alla fine di un periodo di 15 miliardi di anni, all’universo ed alla vita come noi li conosciamo.

Si possono raffrontare cose diverse? 
Che senso ha chiedere: preferisci i copertoni della tua auto o le lasagne?
Allo stesso modo, che senso ha chiederci se preferiamo la Creazione come descritta nella Bibbia o la teoria del Big Bang esposta dai due fantastici ragazzi?

Quello che leggiamo nella Bibbia e quanto espongono i due ragazzi non possono essere due narrazioni raffrontabili: l'una non può essere in competizione con l'altra.

In ogni esposizione che si rispetti si tiene conto di due cose: l'argomento trattato e il destinatario finale di quanto discusso.

Gli stessi scienziati utilizzano linguaggi diversi quando presentano un argomento in forma divulgativa rispetto a quando parlano ad un pubblico di altri scienziati. Uno stesso evento si espone in maniera diversa a seconda dello scopo per il quale si scrive, dello stile che si decide di utilizzare, del pubblico che si ha di fronte.

E' questa l'essenza della differenza fra la narrazione biblica e la teoria scientifica sull'inizio dell'universo. La Bibbia non può essere un trattato scientifico ed un libro di scienza non può essere un trattato religioso.

Nella Bibbia - e ciò vale per molti brani della Sacra Scrittura - ciò che è visto e descritto è più che l'evento in sé, quanto il suo senso religioso. Faccio un semplice esempio. Evento: io trovo un posto di lavoro. Senso religioso dell'evento: il Signore tocca il cuore di un imprenditore e mi benedice con un posto di lavoro. Nel libro della Genesi il senso di ogni cosa narrata è religiosa e non scientifica. Possiamo rinvenire anche accuratezza scientifica, ma non è quello lo scopo di chi ha scritto e non può essere lo scopo di noi che leggiamo. Non se vogliamo evitare inutili frustrazioni. Ciò ad esempio che comprendiamo da una prima rapida lettura delle prime pagine è che Dio ha creato ogni cosa dal nulla e che l'uomo si è ribellato all'ordine dato alla sua creazione causando il caos per il quale ancora oggi paghiamo le conseguenze.

La Parola di Dio risponde a domande religiose dell'essere umano.

Un libro di scienza enuncia e descrive i fatti in maniera scientifica. Un libro di astronomia ad esempio osserva che l'orbita della terra attorno al sole è ellittica. Nessun libro ci spiegherà però mai il perché un fenomeno fisico avviene in un certo modo piuttosto che in un altro. Un libro di anatomia deve constatare che l'essere umano nasce, vive, conosce un decadimento e muore. Non possiamo però sperare che nemmeno il migliore testo scientifico ci spieghi perché dobbiamo morire.

I testi scientifici rispondono alla domanda: "Come?", ma non troviamo in essi risposte a domande quali: "perché?". I perché rientrano nel campo della religione, del pensiero astratto e filosofico.

Non sono un evoluzionista, ma ciò, devo ammettere, più per intuito che per cognizione scientifica. Se però la scienza ad oggi, con quello che sappiamo, ipotizza il "come" dell'origine dell'universo che rinveniamo nella teoria del "Big Bang", mi sta bene. Ciò non intacca il "perché" che la fede cristiana da all'esistenza del mondo ed alla miseria della condizione umana.

Ritorno alla mia idea iniziale: non si mettono a paragone un paio di scarpe ed una fettina di carne ai ferri. Si indossano le prime, di mangia la seconda. Allo stesso modo non impazziamo cercando di immaginare di dover per forza scegliere fra il "come" scientifico ed il "perché" religioso, perché possiamo sempre meravigliarci del primo e trovare un senso a tutto nel secondo.