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Giuseppe Guarino

Chi paga qui?



Vengo guardato con perplessità quando dico che vorrei un terzo figlio. Perché? Perché un impiegato con il mio stipendio non può riuscire a mantenere un certo tenore di vita e garantirlo a tre figli.

Perché oggi una bella macchina è indispensabile – ma la mia è costata cinquecento euro e cammina lo stesso! Perché un cellulare solo non basta – io vivrei benissimo, forse meglio, anche senza. Perché ai figli bisogna comprare tutto quello che serve a non farli sentire “inferiori” ai loro amici o compagni di scuola – invece io ritengo più importante comunicare loro dei valori che vanno oltre la marca dei jeans o delle scarpe che indossano.

Il “dio” denaro regna indisturbato sul mondo di oggi. Si crede di poter comprare tutto e per logica conseguenza, che tutto abbia un prezzo. Anche il tempo è danaro! E l'importanza di una persona spesso dipende dai soldi che possiede o da quelli che ti può fare guadagnare.

Non mi sorprende quindi più di tanto che spesso mi venga rivolta la domanda: “quanto guadagni con questo sito internet e per le cose che scrivi?”

No, non ho un introito economico dal sito internet che curo. Eppure ritengo di essere stato sempre ed abbondantemente remunerato per il mio lavoro qui e per quello che ho svolto in chiesa. Sono stato pagato bene ed in anticipo. Per questo ci metto tanto impegno e lo faccio con tanta passione. Ma questa paga non è quella che molti potrebbero immaginare. I soldi sono poca cosa al confronto. Sentite quanto stupende sono le parole dell’apostolo Paolo: “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio”. (Efesini 1:3-4)

Non c’è molto da rubare a casa mia. Le cose che per me hanno più valore, agli occhi di un ladro sono oggetti di nessun uso: Bibbie, libri, appunti. Quando ero giovane ero solito lasciare una Bibbia in auto. Pensavo che se mi avessero rubato la macchina, avrebbero potuto leggere la Bibbia e convertirsi al Signore. Una volta nella tenda di evangelizzazione “Cristo è la Risposta” ho sentito la testimonianza di un ragazzo. Raccontava di essere entrato sotto la tenda per vedere cosa poteva rubare, ma che alla fine si era convertito a Cristo. Questo si che è stato un furto di classe e lui si che si è dimostrato un ladro con i fiocchi: ha rubato la cosa più preziosa che c’era la dentro.

Tornando a noi. Pur non essendo ricchissimo dal punto di vista materiale, non posso di certo lamentarmi. Il Signore ha sempre provveduto dandomi due cose importantissime: 1. Quanto mi serve per vivere. 2. La capacità di accontentarmi e vivere felice con quello che ho.

Quest’ultima cosa non è certo un dono da nulla. Spesso, infatti, noto che anche chi ha tantissimo vive scontento nella continua ricerca di altre cose da aggiungere ai propri averi. Credo che sia naturale e vero per ogni essere umano, ma non per questo meno drammatico. Nell’Ecclesiaste leggiamo: “l'occhio non si sazia mai di vedere e l'orecchio non è mai stanco di udire”. (Ecclesiaste 1:8)

Quindi vedo un dono di Dio nel senso di appagamento che provo a godere anche dei doni materiali che Egli mi elargisce.

Vi è un altro dettaglio importante nel mio rapporto con le cose materiali che possiedo. Vi è mai capitato di nutrire un affetto particolare per un oggetto, magari di poco valore oggettivo, ma per voi prezioso perché appartenuto o regalatovi da una persona cara? Ecco, questo è il rapporto che mi lega alle mie cose: poche o molte che siano hanno per me un valore speciale, perché so che tutto quello che ho è Dio che me l’ha provveduto e donato.

Era da tempo che volevo dire qualcosa a riguardo del guadagno che ne ho studiando e scrivendo della Parola di Dio. Spero di avere fornito una chiarificazione sufficiente.

31 Maggio 2011.

“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. (Matteo 6:19-21)