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ANGOLO DELLA POSTA

 

Lettere di commenti, opinioni, testimonianze, le vostre domande, verranno pubblicate nella sezione dedicata alla posta che inaugurerò a breve. Scrivere nella mail: "autorizzo la pubblicazione sul sito". Le lettere verranno selezionate ad insindacabile giudizio della redazione.

 

Estate 2015 -  domanda di Salvo 

 

Domanda di Salvo:

"Nella Genesi c'è scritto che Dio creò il mondo in sei giorni e tra questi creò l'uomo. Perché? Nei libri di storia abbiamo studiato che l'uomo apparve dopo milioni di anni rispetto ai primi esseri viventi."

Risposta:

Il mio amico Salvo mi ha posto questa domanda mesi fa, chiedendomi di rispondergli il prima possibile, anche se non mi ha fatto più di tanta premura. Mi sono preso quasi sei mesi di riflessione, davvero troppo. Una domanda del genere può sembrare semplice, ma non lo è. Lo diventa solo se affrontata in maniera semplicistica. In realtà la questione è molto complessa e la domanda attuale.

Vi sono diverse opinioni su questa spinosa questione. Ma nessuna mi soddisfa, né dall'una, né dall'altra parte. Io credo che non si possa tirare fuori la risposta dal cilindro per ogni domanda che ci sorge leggendo la Sacra Scrittura.

Mi sembra naturale che i sette giorni di cui parla la Bibbia non debbano essere presi alla lettera. Credo che Dio ci stia mostrando come l'ordine delle cose è nato da Lui, ne è il Creatore. Il ricorrere del numero 7 nella Bibbia ci fa comprendere la completezza, la perfezione dell'opera di Dio. Giusto poco tempo fa ho scritto proprio sul ricorrere del numero 7 già nel primo verso stesso della Bibbia:

 בראשׁית  ברא  אלהים  את  השׁמים  ואת   הארץ

L'ebraico si legge da destra verso sinistra. Le parole che compongono il primo verso della Bibbia sono 7. Il totale delle lettere è 28 (7x4). E' impressionante come ricorrano anche i numeri 3 (perfezione), 4 (simbolo della terra) e 6 (simbolo dell'uomo). E Ivan Panin, un matematico, ha esposto come il numero 7 (vista la valenza numerica dell'alfabeto ebraico e greco) ricorra in tutto l'originale della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento e sia, a suo avviso, un chiaro indizio dell'ispirazione della Parola di Dio.

Evidentemente Dio creando il mondo in sette giorni ci spiega che è questo l'ordine naturale che egli ha inteso dare a tutte le cose. Sia nella settimana che in altre previsioni della Legge mosaica comprendiamo quanto questo numero sia stato codificato da Dio all'interno dei nostri "bioritmi" e quanto sia importante tenerne conto nella nostra vita personale e sociale.

Vi sono dei fratelli convinti creazionisti che sono anche degli scienziati. Non so se il loro lavoro sia disponibile anche in italiano ma credo e spero di si. Il loro sito in inglese è www.icr.org. Purtroppo non avendo particolari conoscenze scientifiche mi sono sempre tenuto alla larga da discussioni di questo genere, visto che  mi ritengo più uno studioso della Parola di Dio che un uomo di scienza. Anzi, a dirla tutta, uomo di scienza non lo sono per niente - visto che nella vita faccio il contabile d'azienda e mi occupo di pratiche legali e, per via del mio inglese, quando capita, anche di commercio internazionale.

L'ICR, Institute for Creation Research, nel video di presentazione del suo sito afferma che 40 anni di ricerca hanno dimostrato che la narrazione della Genesi è corretta e che Dio ha veramente creato il mondo, anche in base alle evidenze scientifiche in nostro possesso. ICR è anche il nome di una App scaricabile gratuitamente da Google Play Store. 

Il mio approccio al libro della Genesi è da uomo di fede, ma capisco anche che la propaganda scientifica e le nozioni dateci sui banchi di scuola fanno sorgere delle domande.

Personalmente non credo alla teoria dell'evoluzione, né mi convince la teoria del Big Bang - anche se mi piace molto il telefilm "The Big Bang Theory". Ma non comprendo come la nozione di base della Genesi, che Dio abbia creato ogni cosa, possa cozzare con lo studio di come l'universo sia venuto all'esistenza. In parole povere, il mio approccio, in mancanza di una sufficiente cultura scientifica, è pragmatico: Che differenza fa?

Hanno ragione gli evoluzionisti? Ha ragione chi sostiene che 15 miliardi di anni fa esplose la materia e nacque l'universo? Ok. Se anche così fosse stato però, qual è la risposta che danno gli scienziati quando chiedo: "Chi ha creato tutto?" Voi dite che tutto è venuto in esistenza in questo modo? Benissimo. Mi sta bene. Io dico che dietro questa serie di fortuiti eventi, casuali, vi sia un'intelligenza superiore che ha progettato e diretto tutto.

Ci troviamo davanti ad una bella macchina. Io la guardo e chiedo: "Chi l'ha costruita?" Il mio interlocutore risponde: "Quest'auto ha delle prestazioni eccezionali, ruote ad alta prestazione, motore fuori serie, ecc... ecc...". Il mio interlocutore potrà parlare per ore sulle caratteristiche dell'auto. Sarà tutto molto affascinante, l'ascolterò rapito dalla minuzia dei suoi dettagli e per via delle meraviglie di quell'auto. Lo lascerò parlare. Però non dimenticherò la domanda: "Chi l'ha costruita?" L'uomo l'ha costruita, è la semplice risposta, che non ha nulla a che vedere con le qualità intrinseche dell'auto che ho davanti, col valore o le sue prestazioni.

Allo stesso modo la scienza osserva l'universo, ma non ha nulla da dire sulla causa dell'universo. Non può dire nulla. Non sta alla scienza dimostrare o sfatare la fede nell'esistenza di Dio. Sta all'analisi dell'uomo trarre le proprie conclusioni da ateo: "è accaduto tutto per caso"; ovvero da credente: "Dio e non il caso ha progettato tutto".

Tornando alla nostra domanda iniziale: 7 giorni per creare il mondo? 7 giorni letterali? Teologicamente non vedo la necessità di attribuire un valore temporale talmente aderente alla narrazione biblica. Del resto perché 7 giorni e non un istante? Perché Dio ha avuto bisogno di 7 giorni per creare il mondo? Credo invece che la narrazione biblica voglia essere universale e voglia trasmettere all'uomo quel senso di ordine e di premeditazione che sta dietro alla Creazione di ogni cosa e che Dio abbia fatto e architettato ogni cosa in modo perfetto.

A buona sostanza, allo stato delle conoscenze bibliche in mio possesso, sarei contrario ad una interpretazione eccessivamente letterale dei 7 giorni della Creazione. Non per motivi scientifici, però, come ho premesso. Che ciò non cozzi con le conoscenze scientifiche attuali mi fa piacere. Perché stare qui a discutere all'infinito di come Dio ha creato il mondo è un dettaglio molto secondario se visto davanti alla grande realtà che, comunque abbia fatto, Egli lo ha creato.

Si può essere evoluzionisti e credenti? Credo di si. Non è il mio caso, ma ne ho conosciuti e li rispetto. Si può credere nel Big Bang ed in Dio? La risposta è si. Anche perché, come spesso accade, la teoria del Big Bang sta subendo delle revisioni in ambito scientifico: ha avuto davvero breve vita.

La domanda alla quale deve rispondere ogni uomo, sia di fede che di scienza, contemplando l'universo è la stessa: Chi c'è dietro tanta meravigliosa perfezione?

Se dietro una stupenda macchina c'è un produttore, Fiat o Ferrari che sia; state tranquilli dietro la bellezza e perfezione dell'universo c'è Dio.

 

 

21 ottobre 2015 -  Lettera di Enzo

 

 

la lettera:


Fratello Giuseppe Guarino,
Mi chiamo Enzo M. e ti scrivo da Roma. Sono un credente evangelico salvato per grazia.
Ho trovato il tuo sito mentre cercavo informazioni relative a Robert Dick Wilson ed ho visto che tu lo citi nello studio intitolato "la religione di Israele", dicendo che trovi molto precisi i risultati dei suoi studi e dei suoi scritti. Infatti vorrei sapere anch'io qualcosa dei suoi risultati e dei suoi scritti. Purtroppo, però, non conosco l'inglese!
Il motivo della mia ricerca su Wilson è avere qualche informazione riguardo all'attendibilità dell'Antico Testamento.
In effetti vorrei trovare del materiale per mettere al vaglio le affermazioni di un certo Mauro Biglino, un biblista che vorrebbe confutare tutta l'attendibilità della parola di Dio. Ovviamente penso che questo Biglino non abbia affatto le competenze che vanta e che al confronto con Robert Wilson sarebbe smentito. Ecco perché vorrei trovare del materiale di Wilson sull'attendibilità delle Scritture dell'Antico Testamento. Ed in tal senso ti chiedo un aiuto. Per favore potresti mandarmi delle fonti che rimandino a del materiale (in italiano) che potrei esaminare?
Aspetto una tua risposta e ti saluto fraternamente in Cristo.

Risposta:

Caro Enzo,
non c è nulla di Wilson in italiano. Io ho letto due sue pietre miliari in inglese. Di Mauro Biglino ne parlano tutti. Bisogna dargliene atto: era un anonimo traduttore, adesso è uno studioso famoso. Vorrei discutere le sue teorie, troppa gente me lo ha chiesto. Ma ho visto solo qualche video velocemente su youtube.

Alcuni manipolano il testo biblico per fargli dire ciò che vogliono loro, ma le pecore riconoscono la voce del pastore, e lo Spirito di Dio ci fa distinguere la Verità dalla menzogna. La gente è preda di spiriti seduttori, ma non è una seduzione intellettuale ed in ultima analisi chi non vuole credere è disposto a credere a tutto pur di giustificare la propria incredulità!
Ho scritto un pezzo ispirato a Biglino ma senza menzionarlo apertamente. Ci voleva lui 3500 anni dopo che il Pentateuco é stato scritto per scoprire gli sbarchi alieni. Mah! Ma gli ebrei, se questo dicesse davvero il testo, accusati da altri delle più assurde adulterazioni dell'Antico Testamento, perché non lo hanno modificato per armonizzarlo al loro monoteismo monadico? E ancora, gli ebrei che tradussero Mosè in greco nel III sec a.C. come mai non si accorsero delle incongruenze fra Pentateuco e culto monoteistico? Se vi è davvero un altro modo di tradurre le Scritture o capirle come mai le hanno tradotte come oggi le traducono tutte le confessioni cristiane anche più in conflitto una con l altra e gli ebrei palestinesi, della diaspora, etiopi e samaritani? Tutti gratis, senza arricchimento personale, anzi a rischio della propria vita! E Paolo che parlava greco, aramaico, ebraico ed aveva girato mezzo mondo, arrivò a farsi martirizzare per un testo che poteva essere frainteso? E gli apostoli? Ortodossi ed eretici dei primi secoli? Nessuno aveva capito il senso della Sacra Scrittura. Oggi, 3500 anni dopo Mosè, un traduttore italiano della Bibbia ne ha compreso il vero significato? Mi permettete di essere scettico? Da uomo di fede, posso avere i miei momenti di scetticismo? E per ultima cosa: quanto ci ha guadagnato Mauro Biglino da questa operazione, fama a parte?
 

Fratello se ti va pubblico la tua lettera e la mia risposta. Avrei molto ancora da dire ma c'è chi aspetta gente cosi che gli dia motivo per non credere e non so a cosa serva informarsi ed argomentare.
Dio ti benedica.
scrivimi presto, anche con domande specifiche alle quali cercherò di rispondere secondo le mie capacità e con l'aiuto dello Spirito di Dio.
Shalom

 

nuova lettera:

Si, fratello Guarino, puoi certamente pubblicare questo dialogo che abbiamo avuto.
Condivido pienamente quello che hai detto, nel senso che purtroppo è proprio vero che la gente che non si cura di leggere la Bibbia poi è subito pronta a correre dietro a chiunque ne parli male senza nemmeno conoscerla. Così si avvera quella parte della Scrittura che dice che "Verrà il tempo in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole" (2 Timoteo 4: 3, 4), Grazie per le tue osservazioni che sono precise e di buon senno e che, pertanto dovrebbero servire a coloro che intendono davvero "Aprire i cuori all'amore della verità" (2 Tessalonicesi 2: 10).

 

ho scritto sull'argomento:

Alieni e Bibbia - Una discussione, in uno stile un po' inusuale, ma spero divertente, in difesa dell'autorità della Bibbia e per sconfessare l'ipotesi sostenuta da alcuni che questa parli di alieni.

 

20 luglio 2015 -  Lettera di Luca

 

la lettera:

Buongiorno !
 
Ho avuto occasione di leggere la sua nota sul divorzio e sopratutto sul trattamento poco "misericordioso" che qualche volta i divorziati ricevono nella chiesa.
Ho molto apprezzato al sua ricerca biblica, che peraltro è simile a tante da me fatte in passato, e dalla quale emerge una evoluzione dell'istituto "matrimonio" nella chiesa un po' diversa da quanto in origine emerge dalle scritture.
Avrei piacere di porle una domanda di cui più volte ho cercato invano spiegazione sui siti cattolici.
Il mio ragionamento è semplice, talmente ovvio che temo che qualche presupposto sia errato , visto che non ho mai sentito altri farlo o comunque non ho trovato commenti su tale approccio. Vado ad iniziare :
Premessa : 
1) Il matrimonio civile non è considerato valido dalla chiesa. I coniugi sposati solo civilmente , di fatto vivono nel peccato.
2) Tra gli obblighi del matrimonio civile ci sono la fedeltà e la coabitazione.
3) Di fatto , quindi, due sposi con rito civile sono costretti ad abitare insieme , con tutto quello che ne consegue.
4) L'istituzione del matrimonio civile è del 1865
5) L'istituzione del divorzio è del 1970
6) Questo significa che per 105 anni è stato possibile sposarsi "laicamente", ma non è stato possibile divorziare. Per un secolo quindi lo stato non ha, di fatto, costretto due persone a vivere in uno stato (la coabitazione, etc) che per la chiesa era un palese peccato.
7) Il divorzio del 1970 ha azione soltanto sugli effetti civili del matrimonio.
 
Ecco la domanda o la riflessione : 
 
Perché la chiesa si è scagliata contro la legge sul divorzio al punto di sponsorizzare un referendum, pur sapendo che il divorzio stesso agisce solo sulla parte civile del matrimonio e che, di fatto, senza il divorzio le coppie sposate solo civilmente sarebbero state costrette a vivere per sempre in stato di peccato ? 
Divorziare dal matrimonio civile non avrebbe consentito a qualcuno di sposarsi poi religiosamente, e quindi di uscire dallo stato di peccato per entrare nella grazia?
 
Il mio ragionamento è fallato in qualche parte? Se lo è, dove? Se non lo è perché nessuno parla di questa immensa contraddizione? 
 
Premetto che conosco ben due coppie che si sono sposate in chiesa, in seconde nozze dopo essersi sposate solo civilmente la prima volta. Senza il divorzio sarebbero state ancora con la prima moglie (in chissà quale situazione). Ora sono felici e hanno complessivamente 7 figli, che, senza la legge sul divorzio, non sarebbero mai nati. 
 
Le chiedo, se lo desidera, di darmi una sua valutazione.
 
La ringrazio molto.
 
Luca M. - Roma.

 

Risposta:

Non c'è nulla da dire. Mi piace così tanto quello che dice che pubblico la sua lettera senza aggiungere altro.

 

La Bibbia permette il divorzio? - Pochi argomenti sono tanto attuali quanto il divorzio. Non ha senso continuare a far finta di nulla. Al contrario è il momento di discutere e soprattutto di assistere spiritualmente in maniera concreta chi sperimenta (spesso contro la sua volontà) il disastro della propria vita familiare

Divorzio peccato imperdonabile - Questo studio parla di questo spinoso argomento da un punto di vista biblico, oggi come mai tanto attuale.

 

15 Febbraio 2015 -  Lettera di Federico

 

lettera:

Ciao Giuseppe,
mi permetto di darti del tu perché mi sembra di conoscerti. Da tanti mesi entro regolarmente nel tuo sito web. I tuoi scritti mi sono stati molto utili per avvicinarmi a Dio.
Ti confesso che fino a 1 anno fa mi consideravo ateo. Dio non era mai nei miei pensieri. Poi è successo qualcosa,che nemmeno so spiegare, e quasi improvvisamente tutto è cambiato. Ora non saprei vivere senza pensare e pregare Dio quotidianamente.
Non sono mai sazio di conoscere, studiare, informarmi, anche perché ho parecchio da ......recuperare.
Ecco perché anche il tuo sito web è una fonte a cui mi abbevero spesso.
Ho sempre avuto dei dubbi su alcuni aspetti della Chiesa Cattolica, e leggendo la parola di Gesù Cristo ho avuto la conferma chiara e assoluta su questi dubbi, per cui mi sento intimamente Cristiano non Cattolico.
Voglio leggere la Bibbia e sopratutto capirla. So che lo Spirito Santo mi aiuterà.
Vorrei però sapere se esistono delle letture o un percorso di studio che potrei fare prima di avvicinarmi al vecchio testamento. Inoltre: quale versione della Bibbia leggere?
La traduzione di un testo così importante dovrebbe essere il più fedele possibile al significato della lingua italiana.
Ti ringrazio per un eventuale risposta e per l'aiuto che già mi hai dato.
Che Dio sia sempre con te.
Federico

Risposta:

Caro Federico.

Grazie per la tua lettera. Il mio sito internet è un prodotto del mio tempo libero. Tempo che io non avrei ma che non so come riesco a trovare. Molto è scritto durante la notte, pausa pranzo ed orari assurdi ed impossibili. Richiede un po' di sacrificio, ma sono felice perché il mio scopo primo è proprio quello non di far proseliti a questa o quella denominazione ma collaborare con l'individuo di qualsiasi denominazione religiosa per una migliore comprensione della Parola di Dio ed una più intima conoscenza della Persona di Dio.

Come versione della Bibbia ti consiglio senz'altro la versione CEI se preferisci avere una traduzione cattolica. La mia preferita è la Nuova Diodati, ma capisco che alcuni possano preferire la Nuova Riveduta. Ho in corso d'opera uno studio in proposito: Guida pratica alle traduzioni della Bibbia in italiano

Ti sconsiglio vivamente la traduzione interconfessionale "La Bibbia, la Parola di Dio in lingua corrente" un'opera risultato di una collaborazione fra cattolici e protestanti che è più una "parafrasi" che una verisone. Ti sconsiglio anche la Traduzione del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova. (La Divinità di Gesù nella Bibbia dei Testimoni di Geova - una discussione sulle corruzioni del testo biblico operate dalla Traduzione del Nuovo Mondo.)

Vi sono delle Bibbie annotate che aiutano molto, come la Thompson o la McArthur. Quella che utilizzo io personalmente è la Scofield, ma in lingua inglese. So che adesso è stata tradotta in italiano. Ti da una buona introduzione ai libri biblici e delle note non troppo invadenti, ma, almeno in inglese, di stampo evangelico e piuttosto tradizionale.

Ma nulla sostituisce la lettura della Bibbia. La cosa più importante dei primi miei dieci anni di studio è stata una intensa, costante lettura della Parola di Dio. Gli studi ci illuminano su tante cose, ma le verità spirituali le troviamo nella Parola di Dio.

Ho scritto un'introduzione generale alla Bibbia: Introduzione alla Bibbia E' un libro un po' grezzo, scritto moltissimi anni fa, molto schematico, ma spero ti sarà utile.

Spero ti possano essere utili anche i seguenti studi:

Collocazione temporale dei libri dell'Antico Testamento all'interno della storia di Israele - E' uno studio breve che colloca all'interno degli eventi della nazione di Israele, quindi cronologicamente, i libri dell'Antico Testamento.

Mosè: Incontro o scontro di due culture? (pdf) - Uno studio sull'uomo che sta dietro la composizione dei primi cinque libri delle nostre Bibbie e sulle circostanze meravigliose che ne hanno fatto il più grande legislatore della storia.

Radici ebraiche della fede cristiana - Questo studio ha riscosso un inaspettato consenso anche da persone non direttamente interessate agli studi biblici.

La lingua del Nuovo Testamento. In quale lingua è stato scritto il Nuovo Testamento? Perché?

La lingua greca e l'universalità del messaggio cristiano. Ci sarà un motivo e delle conseguenze se il Nuovo Testamento è stato scritto in greco.

Schema del vangelo di Matteo - Percepire lo schema che sta alla base della narrazione del primo vangelo può aiutare a collegare gli eventi che qui si succedono e può fornire la percezione di quel filo conduttore che l'evangelista vuole comunicare al suo lettore che tanto di più ci aiuta a comprendere fatti ed insegnamenti di questo vangelo.

La cronologia delle epistole di Paolo - Nelle comuni edizioni del Nuovo Testamento le epistole dell'apostolo Paolo non sono proposte in alcun ordine particolare. In questo studio cerco di ricostruire l'ordine cronologico delle lettere dell'apostolo, inserendole nel contesto degli eventi della sua vita.
 

Grazie ancora per il tuo sostegno e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione ti possa necessitare.

Shalom

 

16 Gennaio 2015 -  Lettera di Gino

 

 

Lettera:

Peppino caro a volte è vero che a furia di venerare la Madonna come figura scelta dall'Altissimo come cattolici abbiamo trasceso molto e da cristiani si e passati mariani e dalla venerazione come anche approvava Martin Lutero si e passati all'adorazione. Io mi sto sforzando di disincrostare la mia percezione di Maria da tutto ciò anche se mi è difficile. Lei è la figura candita che ha avuto il dono di essere prescelta come Madre di Cristo; Il simbolo della figura materna da suggellare come esempio di vita.
Per quando riguarda i teorici scientifici cercano di ridicolizzarci indicandoci come creduloni e poi rimangono senza argomenti quando si verificano e succedono nei secoli premonizioni bibliche scritte parecchio tempo prima.
Poi ci sono ora tutti questi laici dell'ultima generazione che si ritagliano il loro pezzetto di religione come meglio calza indossando quello che è più comodo e che più conviene. Alla domanda se credono in Dio rispondono che esiste un entità superiore al di sopra di tutti e bla bla bla. Poi ci sono tutti quelli che dicono che Dio è amore e quindi amando tutti si ci accosta al Signore e questo ci può stare. Leggendo qualche tua pubblicazione è da poco che sto iniziando a sfogliare i Testi Sacri per amore e un po' per timore penso che non mi posso più tirare indietro. Non ho più l'alibi dell'ignoranza, non posso più dire io non sapevo. Ora ho la responsabilità di chi sa. E non ricordo bene se è scritto nella Bibbia se sa e si commette peccato la colpa è maggiore. Ma il sostegno e la forza di sentire il Signore vicino sopratutto in questi momenti che non navigo in buone acque non mi deve far pensare alla paura di venir meno a quel che ho appreso. Diciamo che mi sento più dispiaciuto di fare una mancanza al Signore avendo anche rimorso.
Tanti saluti.
Gino!

Che dire Gino, vecchio amico mio di scuola e di vita: mi è piaciuta così tanto la tua lettera che la pubblico senza chiederti nemmeno il permesso.
 

 

12 Gennaio 2015 -  Lettera di Alessio R.

 

Lettera:

Pace fratello,
ho letto con attenzione la tua esegesi di Daniele 8 sul "piccolo corno" e la trovo molto interessante. Volevo, però, chiederti una cosa. In Daniele 8:17 è scritto che "questa visione riguarda il tempo della fine". Ora - volevo chiederti - se il "piccolo corno" di Daniele 8 è diverso da quello del cap. 7, come mai il testo parla del "tempo della fine"? Cosa s'intende qui per "tempo della fine"?
Grazie per l'attenzione.
Dio ti benedica.
Alessio R.
 


Risposta:

Caro Alessio. Grazie per il tuo interesse nel mio lavoro. La tua domanda è davvero interessante e me la sono posta anche personalmente. Giro a te la risposta che ho dato a me stesso.
I due piccoli corni del capitolo 7 e del capitolo 8 sono due figure storiche distinte. Al capitolo 7 si parla del capo che sorgerà dall’ultimo impero mondiale che sarà in vita al ritorno di Cristo per giudicare il mondo. Al capitolo 8 si parla di Antioco IV Epifane, ottavo re della dinastia Seluicide che perseguitò con particolare crudeltà il popolo di Dio per il suo rifiuto ad abbandonare le pratiche della fede ebraica a favore del sincretismo religioso greco.
Sappiamo benissimo che il Salmo 110 parla di Davide, il grande re di Israele. Gesù cita questo brano per interrogare i saggi giudei. Vediamo cosa dice. "Essendo i farisei riuniti, Gesù li interrogò, dicendo: "Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?" Essi gli risposero: "Di Davide". Ed egli a loro: "Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: "Il Signore ha detto al mio Signore: 'Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?'" Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?" E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo." (Matteo 22:41-46)

Sappiamo tutti che Davide era tipo e figura del Messia che sarebbe venuto e che molti brani della Scrittura puntano tipologicamente alla persona del Messia, come il Salmo appena citato. La nascita in Betlemme è ad esempio comune a Davide ed al Messia.
Ebbene sono convinto che Antioco Epifane sta all’Anticristo futuro come Davide sta al Messia. Quindi nei tratti di Antioco vediamo anche i tratti dell’Anticristo e in particolare nella parte finale della profezia del capitolo 8, sembra che più degli eventi della vita di Antioco siano rivelati al profeta.
Per chi volesse leggere il libro.

http://www.studibiblici.eu/Daniele%203%20febbraio%202013.pdf

 

5 e 10 Gennaio 2015 -  Lettera di Gianfranco P.

 

Lettera:


Ho letto con molto interesse quanto Lei ha scritto sui Magi e l’astronomia ed il Suo riferimento al profeta Daniele, e mi permetto di segnalarLe, a proposito della “stella”, la profezia di Balaam, in Numeri , 24,17. Potrebbe essere un altro tassello a sostegno della tesi da Lei sostenuta. Lo prenda per quel poco che vale, non essendo io competente in materia. Auguri per le Sue ricerche e per l’anno appena iniziato. Gianfranco P.

In risposta alla mail con la quale gli chiedevo di poter pubblicare la sua lettera, il sig. Gianfranco ha aggiunto:

Non credo che il mio suggerimento sia originale. In occasione del Natale, mi è venuta la curiosità di cercare su “GOOGLE” la parola”Magi” o “Re Magi” e mi ha colpito il Suo riferimento al profeta Daniele. Soggiungo anche che, nella Bibbia, come avrà osservato, vi sono anche altri riferimenti ai rapporti degli Ebrei con i popoli dell’Oriente, come “Ester” e “Tobia”. E’ quindi verisimile che, come da Lei ipotizzato, i saggi d’Oriente conoscessero l’episodio di Balaam e abbiano scrutato il cielo, come facevano per professione, aspettando anche quella “stella”. Cordialità e buon lavoro. Gianfranco P.

Bella lettera.
 

Per leggere l’articolo:
http://www.studibiblici.eu/Giuseppe%20Guarino%20-%20chi%20erano%20i%20magi%20d'oriente.pdf

 

29 Dicembre 2014 -  Lettera di Viviana

 

Lettera:

Ciao Giuseppe!!
Da quanto non ci scriviamo!
Giosuè 1:9 è una delle mie Scritture del cuore... non so quanto e quanto la ripeto nella mente, da quando ho conosciuto Dio e l'ho letta. E questa Scrittura è una forza della "natura"!!! Da una grande carica e in essa si sente la mano forte del Signore. A me ha dato il coraggio in molte e molte occasioni.
Molto bella la tua riflessione, condivido ogni riga Sorriso Emoticon
Un abbraccio grande!
Viviana

Risposta:

Grazie Viviana. Un abbraccio a te ed a Fabio. Per chi volesse leggere la riflessione cui fa riferimento Viviana, questo è il link:

Sii forte e coraggioso - Propongo qui qualcosa di assolutamente inusuale: una riflessione scritta di mio pugno, di getto. La presento prima di farla passare dalle mani di qualsiasi revisione.

 

15 dicembre 2014 -  Lettera di Romina G.

 

Lettera:

Buongiorno Giuseppe,
Volevo condividere con te una riflessione. Una mia amica mi ha detto che un po' di tempo fa ha sentito una voce che le diceva "approfitta delle briciole che sono sul tavolo". Così le ho detto dei brani biblici della donna cananea (Marco 7:24-30 e Matteo 15:21-28) e l'ho ringraziata perché lei mi aveva fatto comprendere una cosa che non avevo capito prima. Oggi mi ha chiesto cosa intendessi ed io le ho risposto così: Ieri mentre cercavo i passaggi da mandare a te, lo Spirito Santo ha attirato la mia attenzione su Genesi 32:24-29, che parla della lotta di Giacobbe con Dio. Conoscevo questo passaggio, ma c'era una cosa che mi è sembrata improvvisamente più chiara, che non avevo notato prima: Se tu non lotti con Dio senza arrenderti se non dopo essere stato benedetto, non potrai comprendere la Sua benedizione.
Noi attribuiamo tante cose alla fortuna, al santo protettore, alla sfortuna, alle energie, alla nostra propria intelligenza quando invece tutto viene da Dio perché è Lui il padrone di ogni circostanza. A volte Dio ci permette di puntare i piedi o di ribellarci, per tirare fuori da noi una consapevolezza dell'essere Suoi figli e per mostrarci quindi il Suo amore... Mi spiego meglio: quando tua figlia si impunta, ti cerca, fa capricci, pretende da te, o mette in discussione il tuo amore per lei, tu la rassicuri e glielo fai comprendere attraverso quello che fai per lei, con l'insegnamento, la correzione, la gratificazione, la manifestazione del tuo amore attraverso gesti d'affetto... Cosa viene messo in dubbio? Non l'amore per tua figlia, ma il modo in cui tua figlia percepirà che tu la ami. Eppure tu la ami più della tua stessa vita, no? Gesù ha detto: "se voi che siete malvagi, siete capaci di dare cose buone ai vostri figli, quanto più il vostro Padre che è nei cieli vi darà cose buone". Dio ci ama di un amore eterno, infinito, immenso; ma noi siamo capaci di recepire questo amore? Non finché non ci misuriamo con Lui. Come avviene ciò? Attraverso un rapporto di intimità con Lui, una vera relazione Padre-figlio, che passa anche attraverso le "lotte" e "ribellioni". La Bibbia è piena di esempi: Giona, Giacobbe, ecc... Facci caso: i figli mettono sempre alla prova i genitori per testare la lunghezza, l'altezza e la profondità del loro amore. Se non lo facessero resterebbero nell'incertezza e nella confusione. Guardati intorno e dimmi se non è così. Tutta la vita guardiamo ai nostri genitori persino con uno sguardo critico nei loro confronti senza pensare che tutto ciò che hanno fatto per noi, lo hanno fatto per il nostro bene. A volte avranno sbagliato; ma sono umani ed in quanto tali fallibili. Dio invece non sbaglia, semplicemente perché Lui è Dio e in quanto tale è perfetto!
Quella donna cananea che reclamava le briciole cadute dal tavolo, in realtà stava dimostrando di aver compreso di essere parte nell'eredità di Dio. Gesù sapeva già che lei, nonostante non fosse ebrea, avrebbe potuto avere la sua parte d'eredità, ma le rispose così per suscitare in lei la volontà di essere anch'essa di figlia di Dio ed avere diritto anche lei alle benedizioni di Dio. La fede in realtà è proprio questo: riconoscere di avere diritto ad essere parte del Regno Celeste, eredi di Dio e coeredi con Cristo.
Dio ti benedica
Romina


 

29 Settembre 2014 -  Lettera di Daniele R.

 

Lettera:

Pace,

prima di tutto un grandissimo ringraziamento per il materiale che continui a pubblicare sul tuo sito che è di grande utilità ed edificazione su tutti apprezzo e consulto molto spesso il commentario al libro di Daniele

Oggi per trascorrere un po' di tempo ho letto il tuo articolo Alcuni LUOGHI COMUNI sfatati alla luce della Parola di Dio e volevo sfatarne uno da te citato: "Gesù pianse" non è il verso più breve nelle Bibbie italiane, ma è "Non rubare" Esodo 20:15 e Deuteronomio 5:19. Chiaramente non è una critica, ma solo una battuta alla luce del tono leggero del tuo articolo, un saluto fraterno, Daniele R.

 

Risposta:

Come dico ai miei figli quando mi beccano in castagna: "volevo vedere se eravate attenti!" Grazie per l'acuta e interessante osservazione, ma soprattutto per il tuo interesse nel mio lavoro.

Shalom Daniele

Una curiosità: "Non rubare" in ebraico non è più breve di altri precetti dello stesso Decalogo:

 

 

 

 

Rispettivamente, nella Nuova Diodati: Esodo 20:13, "non ucciderai", Esodo 20:14, "Non commetterai adulterio" e Esodo 20:15, "Non ruberai".

"Gesù pianse" in greco è piuttosto lungo:

Aggiungiamo qualche altra curiosità. Nella Nuova Diodati "non ruberai" e "Gesù pianse" hanno la stessa lunghezza. Nella Nuova Riveduta vale quello che hai detto tu. Lo stesso dicasi per la vecchia Diodati dove il comandamento è "non furare", mentre il verso del vangelo di Giovanni è addirittura: "E Gesù lagrimò".

 

Per leggere l'articolo:   Alcuni luoghi comuni sulla Bibbia - Vi sono delle cose che vengono comunemente credute, anche da molti, e che non trovano un reale riscontro nella Parola di Dio. Uno studio semplice e breve per stimolare la curiosità e il desiderio di controllare meglio l'autentico insegnamento della Sacra Scrittura.

Per leggere il libro su Daniele:    Il libro di Daniele - Commentario storico - profetico - Il libro di Daniele è un libro meraviglioso. Ho voluto scrivere un commentario che contiene molte informazioni storiche ed ovviamente profetiche. Lo studio di questa porzione della Scrittura non è facile, ma è importantissimo.

 

 

22 Settembre 2014 -  Lettera di Salvo R.

Lettera:

Ciao Giuseppe, come stai? Io vivo fa circa 5 anni in Svizzera, frequento da 1 anno una chiesa evangelica pentecostale. Ho avuto modi e con piacere di guardare la tua homepage e ho visto anche che hai scritto dei libri. In questo momento sto leggendo la lettera ai romani, volevo sapere cosa intendesse dire Paolo con il termine “GIUSTIFICAZIONE PER FEDE”.
Per avere qualche libro tuo cosa devo fare? un caloroso abbraccio da un vecchio amico .... Salvo R.

Risposta:

Ciao Salvo. Aspettando che ci venga porta l’occasione di rivederci – saranno dieci anni almeno! – è un piacere sapere che stai leggendo la Parola di Dio. E ancora di più, se mi fai una domanda del genere, che la stai studiando.
Cosa significa: “giustificazione per fede”? Ti dico la verità, interi libri sono stati scritti nel tentativo di dare una risposta a questa domanda. Ma siccome l’Evangelo è semplice, semplice deve essere anche la sua enunciazione e spiegazione.

Paolo scrive così in Romani 5:1: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.”

Espandendo questo brano ed ampliandone la traduzione posso cercare di trasmetterti ciò che l’apostolo intendeva alla luce di quello che è l’insegnamento paolino e di tutta la Parola di Dio.
Premesso che il “dunque” di Paolo rimanda al discorso che fa nei capitoli precedenti del suo scritto ai Romani, espanderei così questo passo:

“Alla luce di quanto ho già detto, possiamo concludere che siamo considerati giusti davanti a Dio non per ciò che di buono facciamo, per via di opere meritorie che compiamo, o siamo, cioè per nostro diritto di nascita, ma perché abbiamo riposto la nostra fede in Gesù Cristo nostro Salvatore: è grazie a Lui, alla sua perfetta opera riconciliatrice fra l’uomo e Dio compiuta sulla croce, che adesso siamo in pace con Dio, riconciliati a Lui. E’ Gesù che ora serviamo chiamandolo Signore.”

Nessuno può conquistarsi la propria salvezza davanti a Dio, ciò è chiaro in molti punti del Nuovo Testamento. Vi è un brano emblematico della Scrittura che lo ribadisce, uscito dalla penna dello stesso Paolo:

“Infatti è per grazia che site stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.” (Efesini 2:8-9)

La salvezza è un dono di Dio: ciascun uomo la ottiene per Sua grazia, mediante la fede, non per alcuna opera, così che nessuno si possa vantare davanti a Dio di essersi procurato da sé la propria salvezza.

Del resto caro Salvo stai leggendo proprio il migliore trattato esistente su questo argomento, cioè l'epistola ai Romani. Ti consiglio di leggere dopo quella ai Galati, che tratta lo stesso tema di Romani in maniera più breve ma persino più incisiva.

I miei libri pubblicati sono tre ed attualmente due sono acquistabili oltre che nelle librerie CLC anche presso gli editori:

LA TRINITA' (2014) www.cotroneoeditore.it

IL SUSSURRO DEL SERPENTE (1997) www.perciballieditore.com  

Dio ti benedica.
 

Sull'argomento o quasi, ho scritto:

Troppo facile - Una riflessione biblica sull'evangelo.