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Giuseppe Guarino

Riflessioni dell'ultima ora sul Natale

 

Secondo alcuni le differenze esistenti fra le varie denominazioni evangeliche sarebbero un problema. Non concordo per vari motivi: 1. Perché la "concorrenza migliora il mercato", come mi ha insegnato il mio professore di Economia. Il che tradotto in termini rapportati alla nostra discussione significa che non detenendo nessuno il monopolio dell'infallibilità si riesce ad evitare che la tirannide spirituale che ha caratterizzato la cristianità per interi secoli possa nuovamente imporsi. 2. Perché non siamo tutti uguali. Diversi sono i nostri doni, diversi i contesti, diverse le inclinazioni, diverse le nostre aspirazioni e persino la nostra comprensione o meglio applicazione della Parola di Dio. Nell'antichità la chiesa di Roma era diversa da quella di Corinto ed entrambe diversissime da quella di Gerusalemme; eppure convivevano - più o meno serenamente.

Allo stesso modo oggi, senza che nessuno si ritenga unico depositario della Verità, le chiese evangeliche, ognuna secondo la propria chiamata e i propri programmi specifici, diffondono l'Evangelo con l'unico proposito di aggiungere nuovi fedeli alla chiamata di Cristo.

E' parte inscindibile dell'autentico credo evangelico - ed io ne vado fiero - la convinzione che nessuna chiesa o organizzazione salvi, ma Dio, per Grazia, mediante la Fede in Gesù Cristo e che la Bibbia è la Parola di Dio, da Lui ispirata e provvidenzialmente preservata. Io credo che l'adesione sincera ed onesta a questi principi renda un uomo un autentico cristiano, qualunque possa essere la confessione di fede alla quale aderisce.

L'uniformità di credo di certe denominazioni religiose è artificiale, innaturale, fittizia.

Il catechismo della Chiesa Cattolica è un testo davvero notevole, prodotto con la supervisione di un teologo ed uomo di fede del calibro di Joseph Ratzinger. In linea teorica questo manuale stabilisce cosa debba credere il fedele cattolico romano. Si: debba! Perché il Magistero della Chiesa Cattolica Romana è infallibile - o almeno così lei sostiene - e il fedele ha l'obbligo di aderire, credere a quanto la Chiesa insegna. Nella pratica, però, non solo il cattolico medio - scusate se mi limito alla mia esperienza personale, ma questo è quello che ho osservato - dicevo, non solo il cattolico medio non aderisce alle verità insegnate dalla sua chiesa, ma spesso nemmeno le conosce o addirittura non è interessato a conoscerle. Ricordo di assurde discussioni, dove mi sono ritrovato a difendere il credo del suddetto catechismo argomentando con dei cattolici perplessi sul fatto che la loro Chiesa insegnasse questa o quella cosa. Un'esperienza frustrante - ho gettato la spugna ormai - è provare a spiegare ad alcuni che la consultazione dell'oroscopo è una pratica anticristiana. Cito dal Catechismo della Chiesa Cattolica: "Tutte le forme di divinazione sono da respingere ... La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia ... Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo".

Più informati su ciò che debbono credere sono i Testimoni di Geova. Godono da parte mia di una certa simpatia per lo zelo e il sincero interesse che hanno per le cose di Dio, ma non ne ammiro lo scarso senso critico che li spinge a credere quasi ciecamente al loro "papa infallibile" che è la Watch Tower, la Torre di Guardia, il loro Vaticano americano.

Ringrazio Dio che nessuno può arrogarsi il monopolio della nostra salvezza, che riguarda soltanto la persona di Gesù: "non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati." (Atti 4:12b - Nuova Diodati).

La fede cristiana non è identificata dalla nostra conoscenza dottrinale o dalla nostra più o meno convinta affiliazione a questa o quella organizzazione. Mi spiego meglio. Non 1) siamo cristiani e non 2) siamo identificati come tali perché sottoscriviamo, più o meno consapevolmente un elenco approvato di dottrine o insegnamenti.

1) Siamo cristiani perché abbiamo creduto e crediamo in Cristo. "Perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù." (Galati 3:6 - Nuova Diodati). Vedi anche Romani 10 e Giovanni 1. Il Catechismo della Chiesa Cattolica fa suo questo principio quando insegna: "Credere in Gesù Cristo e in colui che l'ha mandato per la nostra salvezza, è necessario per essere salvati. "Poiché senza la fede è impossibile essere graditi a Dio" (Eb 11,6) e condividere le condizioni di suoi figli, nessuno può essere mai giustificato senza di essa e nessuno conseguirà la vita eterna se non "persevererà in essa sino alla fine" (Mt 10,22; 24,13)"

2) Siamo identificati  come cristiani dal vincolo dell'amore che ci unisce: "da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri." (Giovanni 13:35 - Nuova Diodati). Questo brano è molto significativo e ci lascia seriamente perplessi se confrontiamo l'idea proposta da Cristo con la triste realtà delle lotte e contese continue che hanno da sempre caratterizzato la fede cristiana dalla fine delle persecuzioni ad oggi.

Fatta questa premessa, passiamo a discutere del Natale.

Nelle chiese evangeliche non vi è un approccio univoco al Natale. In Italia molti mostrano un rifiuto delle festività natalizie, dissociandosi da ogni attività ad esse connesse. Capisco questa scelta, l'ho condivisa per molto tempo ed in un certo senso la condivido anche adesso. Capisco inoltre che il taglio netto di alcune denominazioni religiose deriva anche dall'atteggiamento dell'italiano medio che vive il Natale come una festa caratterizzata da giochi d'azzardo e cibo. Per molti infatti il senso religioso di questa ricorrenza è totalmente trascurato o limitato all'oretta trascorsa in chiesa per la veglia natalizia. Eppure vi sono molti cattolici e non cattolici che si fermano a riflettere durante il periodo natalizio sulla nascita di Cristo in maniera particolare, dedicando questo periodo alla contemplazione del miracolo dell'incarnazione. Questi meritano rispetto, ce lo impone la Scrittura. Infatti leggiamo: "Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati." (Colossesi 2:16). Se gli amici cattolici nei quali ci imbatteremo saranno sufficientemente ferrati nella Parola potranno mettere a tacere le nostre manie di "perfettini", il compiacimento farisaico di alcuni, proprio adducendo questo brano biblico. Se qualcuno poi ha dedicato un po' di tempo all'esame della questione potrebbe anche farci notare che il 25 dicembre è oggettivamente una probabile data per la nascita di Cristo. Lo hanno dimostrato vari studi e sembra che la Chiesa ne fosse convinta anche prima dell'editto di Costantino e quindi dell'inizio del percorso che ha condotto agli sviluppi che hanno dato vita alla Chiesa Cattolica Romana che conosciamo oggi. Ma non è forse vero che il 25 dicembre coincideva con una festività pagana? Si, è  vero. Ma non è altresì vero che Gesù è nato da una vergine nonostante vi fossero divinità pagane per le quali si affermava la stessa cosa?

Siamo d'accordo: l'albero di Natale non è un simbolo cristiano; è discutibile anche il senso della figura di Babbo Natale o Santa Claus. Anche scambiarsi i regali non è un'usanza cristiana. Non lo è nemmeno farsi gli auguri.  Consultando velocemente internet, Wikipedia, leggiamo: "L'àugure ... era un sacerdote dell'antica Roma...", àuguri è il plurale: a loro competeva la consultazione degli auspici per conoscere il volere degli dei. Ci rendiamo quindi conto di quanto pagana sia l'espressione "auguri" o ritenere che qualcosa sia di "buon auspicio"? Se ci attacchiamo al senso letterale delle parole, mi rendo conto quanto sia folle l'espressione che uso spesso io stesso: "ti auguro ogni bene", oppure: "auguri, Dio ti benedica". Ha scritto, però, bene Paolo: "la lettera uccide" e continuò meglio aggiungendo: "ma lo Spirito da vita" (2 Corinzi 3:6).

Non so quando è nato Gesù, il giorno esatto, il mese e persino l'anno. Non lo sa nessuno con certezza. Ma è nato! So che ad un certo momento storico Dio ci ha visitato, "un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, sulle sue spalle riposerà l'impero, e sarà chiamato Consigliere Ammirabile, Dio Potente, Padre Eterno, Principe della Pace." (Isaia 9:5).

Sono anche io contro le pratiche pagane nell'uso cristiano e mi sforzo di vivere la fede in conformità al credo apostolico. Ma allo stesso tempo ritengo inutile, se non controproducente, sublimare gli usi pagani connessi al Natale che nessuna chiesa ufficialmente e fondamentalmente sponsorizza. Mentre credo sia molto più bello e costruttivo cogliere l'occasione che ci offre la ricorrenza natalizia per mettere da parte l'accuratezza storica ed approfondire invece il senso del miracolo dell'incarnazione, i meravigliosi risvolti della nascita del Figlio di Dio, tempo addietro, circa 2000 anni fa, in un remoto villaggio della Giudea.

Buon Natale.