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Giuseppe Guarino

Il rapimento della Chiesa

  

            Abbiamo già parlato del ritorno di Gesù. In questo paragrafo mi vorrei soffermare sulle conseguenze immediate di quell’evento per i credenti. Paolo ne parla ampiamente nelle sue epistole ai Tessalonicesi ed ai Corinzi.

 “Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.(1 Tessalonicesi 4:13-18)

             È difficile sopravvalutare la bellezza di questo brano della Scrittura. È inscindibile dall’essere cristiani attendere con trepidazione e grande senso di aspettativa quel momento in cui, al suo ritorno, sia che siamo già morti in Cristo (per Paolo, “addormentati”) sia che saremo in vita, andremo ad incontrare il Signore Gesù nell’aria al momento del suo ritorno. E’ da quel momento che, ci dice la Scrittura, “saremo sempre con Signore”.

            Scriveva in proposito l’apostolo Giovanni: “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.” (1 Giovanni 3:2). Queste parole sono molto profonde. Siamo già adesso figli di Dio. Però, non siamo ancora completi, manca qualcosa e quel qualcosa lo saremo al ritorno di Gesù. Paolo intendeva dire la medesima cosa quando scriveva ai Romani: “Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito noi stessi, dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l'adozione, la redenzione del nostro corpo.” (Romani 8:22-23)

            Al suo ritorno il Signore Gesù “redimerà” il nostro corpo, facendo risorgere i morti in Cristo e rapendo coloro che saranno ancora in vita. L’incontro col Signore avverrà nell’aria. Ma come risorgeremo? Che corpo avremo? La Parola di Dio risponde ampiamente a questa domande.

            1 Corinzi capitolo 15. “Ora, fratelli, vi dichiaro l'evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch'io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò a il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e poi ai dodici. In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già. Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme. Infine, ultimo di tutti, apparve anche a me come all'aborto. Io infatti sono il minimo degli apostoli e non sono neppure degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio sono quello che sono; e la sua grazia verso di me non è stata vana, anzi ho faticato più di tutti loro non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Or dunque, sia io che loro, così predichiamo, e così voi avete creduto.

             La premessa fatta da Paolo può sembrare superflua ma non lo è. La resurrezione di Cristo è parte essenziale dell’Evangelo, della buona notizia. E’ parte inscindibile ed imprescindibile della nostra fede. Lo stesso apostolo aveva già scritto: “poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.” (Romani 10:9)

            Nonostante ciò vi erano alcuni nella chiesa di Corinto che negavano la realtà della futura resurrezione, non rendendosi conto di ciò cosa implicasse.

             Continua così 1 Corinzi 15: “Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come mai alcuni di voi dicono che non c'è la risurrezione dei morti? Se dunque non c'è la risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato. Ma se Cristo non è risuscitato, è dunque vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Inoltre noi ci troveremo ad essere falsi testimoni di Dio, poiché abbiamo testimoniato di Dio, che egli ha risuscitato Cristo, mentre non l'avrebbe risuscitato, se veramente i morti non risuscitano. Se infatti i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; ma se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede, voi siete ancora nei vostri peccati, e anche quelli che dormono in Cristo sono perduti. Se noi speriamo in Cristo solo in questa vita, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini. Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono. Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo.

            E’ a causa del peccato di Adamo che la morte ha fatto il suo ingresso nel mondo. Ma è grazie all’obbedienza di Gesù Cristo che è stata data agli uomini la speranza della resurrezione. Non è questa l’essenza stessa della nostra fede? Eppure alcuni oggi, proprio come i credenti di quella antica città, non credono nella resurrezione e forse nemmeno sanno che per i cristiani è un evento che si compirà al ritorno di Gesù.

 “Ma ciascuno nel proprio ordine: Cristo la primizia, poi coloro che sono di Cristo alla sua venuta. Poi verrà la fine, quando rimetterà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo aver annientato ogni dominio, ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni, finché non abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico che sarà distrutto è la morte. […]”

Paolo chiarisce: ogni cosa con un suo ordine. Prima saremo rapiti dal Signore, al suo ritorno; poi questi farà il giudizio di questo mondo del quale abbiamo tanto parlato nelle pagine precedenti, distruggendo personalmente l’anticristo, il falso profeta e i loro seguaci. Il quadro sta sempre assumendo contorni più distinti, vero? Come dicevo all’inizio del mio libro su Daniele, non c’è nulla che valga davvero qualcosa che non richieda impegno. E sono convinto che il lettore attento della Sacra Scrittura, che in essa cerca la propria salvezza e un senso alla propria esistenza, non si sia pentito di essersi impegnato con me nello studio della Parola di Dio, elemento essenziale per una vera comprensione di chi siamo e saremo in Cristo.

            Continua Paolo in 1 Corinzi 15: “Ma dirà qualcuno: "Come risuscitano i morti, e con quale corpo verranno?". Stolto! Quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore. E quanto a quello che semini, tu non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, che può essere di frumento o di qualche altro seme. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme dà il suo proprio corpo. Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra la carne dei pesci, altra la carne degli uccelli. Vi sono anche dei corpi celesti, e dei corpi terrestri, ma altra è la gloria dei celesti, altra quella dei terrestri. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna ed altro lo splendore delle stelle, perché una stella differisce da un'altra stella in splendore. Così sarà pure la risurrezione dei morti; il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile. È seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita pieno di forza. È seminato corpo naturale, e risuscita corpo spirituale. Vi è corpo naturale, e vi è corpo spirituale. Così sta anche scritto: "Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente" ma l'ultimo Adamo è Spirito che dà la vita. Ma lo spirituale non è prima bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste. Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l'incorruttibilità. Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento,in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l'incorruttibilità e questo mortale rivesta l'immortalità. Così quando questo corruttibile avrà rivestito l'incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: "La morte è stata inghiottita nella vittoria".

O morte, dov'è il tuo dardo? O inferno, dov'è la tua vittoria?

Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge.

Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

            “… la vostra fatica non è vana nel Signore”: ciò perché la certezza della nostra resurrezione al ritorno di Gesù dà un senso alla nostra vita, alla nostra fatica, a quanto facciamo per il regno di Dio, a quello che sopportiamo, alle prove; ci dà forza; gioia; speranza; coraggio. Se oggi alcuni avvertono quanto vuota sia l’esistenza, non è a caso. Contemplando onestamente questa vita, avvertiamo come nulla abbia veramente un senso. Le cose per cui tanto ci affatichiamo, spesso vengono distrutte in un momento. Amicizie che sinceramente coltiviamo per anni alla fine finiscono per rivelarsi soltanto delle occasioni di delusione. La casa che abbiamo acquistato con fatica e sudore è motivo di continua sofferenza per i tanti problemi che dà la vita di un condominio e le tasse che ci costringono a pagare. Il lavoro che abbiamo svolto con diligenza ed amore, non solo per il sostegno della nostra famiglia ma anche per dare un senso sociale al nostro vivere civile, diviene motivo di frustrazione e lascia un vuoto dentro quando alla vigilia delle vacanze natalizie, insieme a quanto ti spetta ti dicono che l’anno seguente non ci sarà bisogno più della tua collaborazione. Il sistema giudiziario ti lascia letteralmente inebetito quando il tuo diritto è frustrato davanti alle lungaggini delle procedure e alla furbizia degli avvocati per dei cavilli ai quali nella tua onestà non avevi nemmeno pensato mentre chi lede il tuo diritto, furbo, in malafede aveva già pensato a tutto. Dedichi tanto tempo a cercare l’amore e poi alla fine ti accorgi che nessuno oggi è più capace di amare, perché è troppo preso dall’amore di se stesso, dalla voglia di danaro e dalla ricerca di piacere. Torni a casa e trovi tua moglie con un altro uomo, ma lo psicologo ti spiega che è colpa tua. Provi a parlare con i tuoi figli, ma sono troppo presi dalla PS3 o dall’i-phone per darti ascolto. Ti aspetti che la tua laurea ti debba dare un posto di lavoro decente ma non è così, perché non hai la pedata giusta. Sei frustrato dal comportamento di gente che si definiscono “fratelli” ma fanno finta di non vederti per strada se ti incontrano per non doverti presentare la persona che hanno accanto. E poi, quando credi di stare bene, di avere tutto, di “avercela fatta”, di poterti godere la tua vita, i dottori ti annunciano che quel dolore che senti è qualcosa di serio e senti tutto il tuo mondo sprofondare nel vuoto!

            Devo continuare? Già la Parola di Dio ci ha detto qual è la sensazione che ne ricaviamo dalla nuda e cruda osservazione della realtà che ci circonda: “Vanità delle vanità; tutto è vanità", Che vantaggio ha l'uomo da tutta la sua fatica in cui si affatica sotto il sole? Una generazione va, una generazione viene, ma la terra rimane in eterno, anche il sole sorge e poi tramonta, e si affretta verso il luogo da dove sorge di nuovo. Il vento soffia verso il mezzogiorno, poi gira verso settentrione; gira e rigira continuamente e ritorna a fare gli stessi giri. Tutti i fiumi corrono al mare, ma il mare non si riempie mai; al luogo da cui i fiumi provengono, là essi ritornano nuovamente. Tutte le cose richiedono fatica, più di quel che l'uomo possa dire, l'occhio non si sazia mai di guardare, né l'orecchio è mai sazio di udire. Quello che è stato è quel che sarà; quello che è stato fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole.” (Ecclesiaste 1:3-9).

            Ma in Cristo ogni cosa ha senso! In CRISTO la mia, la nostra “fatica non è vana”. Perché so,  sappiamo che “il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giovanni 2:17). E la nostra fede ci sostiene in questa vita perché “le sofferenze del tempo presente non sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata in noi.” (Romani 8:18).

            Noi siciliani siamo animati da un grande senso di fatalismo e viviamo in genere le nostre vite, abituati come siamo alle dominazioni straniere,quasi da spettatori passivi, ci guardar diamo in faccia e rispondaimo al “come stai?” con un “cca semu”, cioè “siamo qui”. Un mio amico americano mi chiedeva l’essenza di questo rispondere, perché non la capiva. Gli ho detto che si tratta di un “ci siamo”, di un “ci siamo, meglio che niente”. Secondo me è un’espressione che condensa ed esprime tutto quello che significa essere siciliano e trova la sua perfetta continuazione nella frase “cu nesci arrinesci”, cioè “chi esce riesce”, che spiega come se sei veramente onesto e non riesci a portarti avanti in Sicilia facendo il furbetto l’unica soluzione è andarsene da qualche altra parte, dove avrai molta più probabilità di riuscire.

            Essendo siciliano non posso negare di essere animato anche io in parte da questo sentimento, di averlo, in un certo senso, innato in me, di respirarlo nell’aria della mia terra.

            MA.

            Ma la Parola di Dio mi ha permesso di scuotermi di dosso quest’apatia. Sebbene il mondo intero corra la sua corsa al piacere, alla ricerca di ogni piacere possibile prima che arrivi la morte, io non aspetto la morte, ma il ritorno di Cristo e la resurrezione di questo mio corpo mortale nello stesso meraviglioso modo in cui è risorto quello di Cristo. E’ la promessa della Parola di Dio ed io ci credo! E se questo mondo fa schifo “noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra nei quali abita la giustizia.” (2 Pietro 3:13)

            Sono perfettamente cosciente di aver cambiato in questa sezione drasticamente lo stile della mia scrittura. Vorrà scusarmi il lettore, ma non riesco ad immaginare di dover trattare un argomento tanto stupendo quale la resurrezione in modo asettico e distaccato. Se altri ci riescono, buon per loro. A scuola non avevo voti alti nello scritto di italiano innanzi tutto perché mi seccava copiare e poi perché scrivevo quello che pensavo e lo scrivevo a modo mio – lo facevo, però, abbastanza correttamente e riuscivo ad arrivare alla sufficienza e questo mi bastava.

            Chiusa la parentesi privata, torniamo alla nostra discussione.

            Il quadro adesso dovrebbe essere piuttosto chiaro, il Signore che ha redento il nostro spirito nella rigenerazione operata dallo Spirito Santo, redimerà anche il nostro corpo alla sua venuta.

             Tocchiamo adesso velocemente un argomento spinoso: quando avverrà questo?

            Questo evento che abbiamo descritto secondo l’uso comune delle chiese evangeliche come il “rapimento della chiesa” è oggetto di dibattito ormai da anni. Alcuni sostengono che la Chiesa verrà rapita da Cristo prima della comparsa dell’Anticristo. Alcuni che ciò avverrà a metà della grande tribolazione. Altri alla fine della grande tribolazione.

            Al di là della sicurezza ostentata da molti commentatori, personalmente non ritengo di far torto alla verità dell’evangelo confessando di non sentirmi totalmente al sicuro sponsorizzando questa o quella teoria, ma, ferme invece tutte le meravigliose certezze che abbiamo ricavato dalla Parola di Dio fin qui, faccio mio ed invito anche il lettore a considerare seriamente le parole di Gesù: “Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà. Ma sappiate questo che, se il padrone di casa sapesse a che ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. Perciò anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà”. (Matteo 24:42-44)