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Giuseppe Guarino

IL MONOPOLIO DI DIO

 

Chiedo subito scusa se ad alcuni questa discussione potrà sembrare polemica. Forse lo è un po': ma se si discute di ciò che si pensa e ritiene vero, purtroppo spesso ci si trova a doversi misurare con chi intrattiene opinioni divergenti. Ma non è proprio il confronto che ci aiuta a crescere?

Sono convinto che nessuno abbia il monopolio di Dio. Molti lo vorrebbero. Diversi movimenti agiscono come se in pratica l'avessero - anche se gli appartenenti potrebbero con onestà sostenere il contrario. Nessuno però può arrogarsi di possedere il monopolio di Dio senza che l'uomo che conosca le Sacre Scritture cristiane e sia animato da buon senso storca il naso in segno di disapprovazione.

Possiedo qualche libro antico. In particolare, utile per la nostra discussione è un vecchio catechismo del Sac. Luigi Locatelli, intitolato "Scienza Vera" che ho nella ristampa del 1959. Si tratta di un testo per triennio inferiore (Scuola Media e Avviamento). Nel Vol. 1 di quest'opera, "LE VERITA' DELLA FEDE", a pag.124, leggo: "La sola vera Chiesa di Gesù Cristo è - la S. Chiesa Cattolica Romana, - unica custode degli insegnamenti di Gesù Cristo, unica arca di salvezza per tutti gli uomini". In una storiella poco più avanti, a pag. 126, un ragazzo dice ad un ministro protestante: "... tu non sei cattolico; quindi, se muori, vai certo all'Inferno".

Davvero altri tempi. Oggi è impossibile proporre cose del genere al cattolico medio e sperare che questi le creda. Ma di sicuro permane una certa pretesa della Chiesa Romana ad assurgersi al ruolo di unica vera Chiesa. L'errore di base è ritenere che Gesù abbia fondato un'istituzione gerarchica con a capo il Papa e che questa sia unica perfetta amministratrice delle Verità divine. Comprendo benissimo di semplificare fatti che, con abile linguaggio teologico - retorico - filosofico, possono trovare una qualche razionale spiegazione che soddisfi chi vuole credere a tutti i costi nell'infallibilità papale e conciliare. Ma sono abituato a chiamare le cose con il loro nome, anche se la semplice cruda verità non è facile da accettare per chi è nato e cresciuto in un certo modo - di sicuro non mi attiro le simpatie di molti dei miei amici cattolici con queste parole, ma tacerle sarebbe ipocrita.

Istituzionalizzando Dio, supponendo di possedere un mandato irrevocabile ricevuto da Gesù stesso, la Chiesa Romana di fatto si conferisce il monopolio della gestione delle cose di Dio e ancor di più dello Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento è insegnato esattamente il contrario. Non vi è lo Spirito dove vi è la Chiesa istituzione, bensì dove vi è lo Spirito è lì che vi è la Chiesa. E la Chiesa non è un'organizzazione gerarchica, bensì l'insieme di tutti coloro che credono in Gesù.

"infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio." (Romani 8:14)

Vi è poi chi viene bussando alle nostre porte, per convincerci ad abbracciare le convinzioni di un movimento religioso. Si tratta di una strategia di diffusione della fede alla quale riconosco il desiderio di un impegno serio nel regno di Dio. Con un'unica eccezione: non mi piace la catalogazione e l'insistenza. Non si scandalizzi nessuno se trovo il movimento dei Testimoni di Geova senz'altro più interessante oggi di quanto non fosse durante gli anni '70 o '80, sicuramente meno settario ed "elitario". Ciò perché, avendo superato il periodo caratterizzato dalla ricerca sul nostro calendario della data esatta della fine del mondo - puntualmente disattesa - ed avendo fra le proprie fila infoltito il numero di persone moderate e di cultura, anche questo sta assumendo sempre più i connotati di un movimento religioso nel senso tradizionale del termine.

Personalmente faccio parte delle chiese evangeliche da oltre trent'anni. Ritengo che la caratteristica più importante che ci distingue sia l'assenza di settarismo - dove il nostro modello ideale di fede viene sostenuto. Il credente evangelico autentico non può credere che sia il suo appartenere a questa o quella denominazione a fare di lui un cristiano e che la Grazia di Dio dipenda dall'affiliazione ad un'organizzazione religiosa - anche se evangelica. Se da una parte le molteplici denominazioni, il variegato mondo delle denominazioni evangeliche, possa lasciare perplessi alcuni, io ritengo invece che sia un punto di forza di quella che è un'espressione spontanea della diversità di circostanze e di propensioni. Vi sono chiese evangeliche più interessate alla cultura biblica, altre all'emotività; altre ancora alla spiritualità o alla morale. Vi sono Metodisti, Apostolici, Presbiteriani, Fratelli, Valdesi, ecc... Vi è poi il fenomeno in maggiore espansione, quello delle chiese Pentecostali. Io credo che l'appartenenza ad una denominazione piuttosto che un'altra permette di vivere con maggiore risultato le propensioni personali ed i doni specifici che distinguono i vari individui. Vi sono persone che amano in maniera particolare uno studio approfondito della Bibbia e che sono molto sobri nella preghiera e nel loro culto a Dio. Alcune chiese evangeliche fanno per loro. Vi sono altri che amano cantare e danzare durante il servizio a Dio e l'adorazione in chiesa. Vi sono altre chiese evangeliche che fanno al caso loro. E così via.

Nessuna chiesa evangelica che veramente tale si definisce può però pretendere di essere l'unica e sola sulla via per la salvezza.  

La Parola di Dio dice "Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato". (Romani 10:13)

A mio avviso, una delle parole più belle di tutto il Nuovo Testamento è proprio "chiunque", perché ci spiega quanto universale sia il messaggio della salvezza nella Parola di Dio.

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna." (Giovanni 3:16)

"Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome." (Atti 10:43)

"Difatti la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui, non sarà deluso." (Romani 10:11)

E' mia opinione che per comprendere la Bibbia, il primo e più importante passo è riconoscere il semplice fatto che essa vuole dire esattamente ciò che sta dicendo. Quindi se leggiamo "chiunque" è quasi certo che "chiunque" significhi proprio "chiunque". Non vi sono allora restrizioni di sorta, o limitazioni e condizioni, perché "chiunque" include "chiunque".

Nessuna istituzione (o chiesa) ha il monopolio di Dio, mentre qualcuno (una persona) ha veramente il monopolio della salvezza. Ci autorizza a dirlo la Scrittura: "In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati". (Atti 4:12)

Il nome è quello di Gesù. Nel suo vangelo, l'apostolo Giovanni ha anche spiegato che l'invito alla salvezza rivolto per primi agli ebrei, non è stato da questi raccolto ed oggi riguarda ogni uomo che apre il cuore a Dio e crede in Gesù Cristo: "È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;" (Giovanni 1:11-12)

Nessun monopolio in mano agli uomini quindi. Mentre il monopolio assoluto è nelle mani del Figlio di Dio, Gesù, Creatore e Redentore (Colossesi 1:13-17), perfetta Rivelazione di Dio (Giovanni 1:1-18, Ebrei 1:1-3) e perfetto unico mediatore fra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2:5). A Lui soltanto, con il Padre e con lo Spirito Santo, Dio uno e trino, sia la Gloria in eterno.