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Giuseppe Guarino

I tempi sono maturi

 

Caro Fabio, mio fratello in Cristo, mi hai chiesto un piccolo studio esplicativo sulle parole di chiusura che ho utilizzato in una mia riflessione. Il minimo che posso fare è accontentare un amico che ha sempre per me parole di amicizia e sostegno.

Avevo scritto: I tempi sono maturi e c'è poco spazio per i dubbi. Il Signore è alle porte ed il ritorno di Gesù è vicino. L'unica cosa sensata che ci conviene fare è prepararci per quel glorioso momento ... il resto conta così poco! Maranatha!

Quest'ultima parola utilizzata da Paolo in una sua epistola (1 Corinzi 16:22) ha un profondo significato. E' una parola aramaica che l'apostolo traslittera in greco e include significativamente alla fine di un suo scritto. Questo termine sintetizza l'attesa e la preghiera della Chiesa che attende il ritorno del Signore Gesù (Apocalisse 22:20).

Nel mio ormai piuttosto lungo cammino cristiano, ho sempre avuto l'impressione che alla gente sembri che il ritorno di Cristo sia un'invenzione della chiesa evangelica.

Così non è.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica approvato e pubblicato da Giovanni Paolo II, opera di una Commissione con a capo il Cardinale Joseph Ratzinger (oggi papa Benedetto XVI) è l'opera di riferimento definitivo per l'insegnamento della Chiesa Cattolica Romana. Sono convinto che nessun cristiano cattolico possa trascurare la lettura seria ed attenta di questo testo!

Vi leggiamo: " ... i cristiani pregano, soprattutto nell'Eucaristia per affrettare il ritorno di Cristo dicendogli <<Vieni, Signore>> (1 Cor 16:22, Ap 22:17-20)". p.186, capitolo secondo, paragrafo 671, dell'edizione completa del 1992.

Più avanti viene detto: "Dopo l'Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente, anche se non spetta a noi <<conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta>> (At 1,7). Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento ... ", p.186, paragrafo 673.

La fede ufficiale della Chiesa Cattolica sul ritorno di Cristo esprime la sostanza della fede che ci tramanda il Nuovo Testamento e che anima anche le chiese evangeliche - perché non può non animare il cuore di ogni autentico cristiano.

La Bibbia non fa di noi dei "profeti". Le profezie bibliche non sono messe lì nelle Sacre Scritture per fare di noi dei "pronosticatori", ma per darci conforto e certezza della nostra fede e della Fedeltà di Dio e del suo imminente e sicuro giudizio finale nelle vicende dell'umanità.

Perché ho detto che "i tempi sono maturi"?

E' vero che non sappiamo quando il Signore ritornerà ma è anche vero che egli stesso ci dice di vegliare e ci dice quali saranno gli eventi che precederanno il suo ritorno.

"Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo."
(Matteo 24:36-39)

Scrive così Luca: "Essi gli domandarono: "Maestro, quando avverranno dunque queste cose? E quale sarà il segno che tutte queste cose stanno per compiersi?" Egli disse: "Guardate di non farvi ingannare; perché molti verranno in nome mio, dicendo: "Sono io"; e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro. Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito". Allora disse loro: "Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo".

Se dico che i tempi sono maturi non è forse vero? Non vediamo sotto i nostri stessi occhi come le cose che il Signore ha previsto stanno avvenendo?

Quanti stanno profetizzando la fine del mondo!!!

Quante guerre sta conoscendo il nostro tempo e quanti popoli si stanno sollevando in rivolta!

Quanti terremoti stanno devastando il nostro pianeta ultimamente!

Noi viviamo nell'occidente ricco, ma quanti popoli vivono del bisogno e nella malnutrizione!

La Bibbia non ci dice quando Gesù ritornerà, ma quanto sta accadendo ci autorizza a poter annunciare a questa generazione che il ritorno del Signore è vicino e che è tempo di considerare la propria condizione davanti a Dio, proprio partendo dall'evidenza della prossimità del suo giudizio finale sull'umanità.

E' la certezza del prossimo avvento di Gesù che deve toccare lo spirito di ognuno di noi. Molti di noi non vedranno fisicamente il ritorno di Gesù, ma sappiamo che l'incontro con il Signore riguarda ogni uomo individualmente. Ci dice infatti la Scrittura: "Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" (Ebrei 9:27).

Dipende da noi se l'incontro con il Signore sarà di condanna o di salvezza. Allo stesso modo, il ritorno di Gesù, che significherà per questo mondo giudizio finale delle vicende umane, per noi che speriamo in lui sarà momento di gioia infinita e salvezza definitiva.

" ... così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza." (Ebrei 9:28) 

E' quindi normale, nella trepidante attesa della Chiesa espressa dalla parola riportata da Paolo MARANATHA, che guardandoci intorno, considerando gli eventi dei nostri giorni, noi ci ricordiamo le parole di Gesù: "Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina." (Luca 21:28).

Per chiudere questa mia riflessione cito la conclusione di un mio studio (Eternità, Incarnazione e Rivelazione del Logos - clicca qui per leggerlo):

Che l’attesa della rivelazione del Cristo non sia soltanto dei cristiani, e che, in un certo senso, i tempi siano profeticamente maturi, lo colgo nelle stupende parole dello studioso ebreo Pinchas Lapide:”… dato che nessun ebreo sa chi sia il Messia venturo, mentre voi credete di conoscere con sicurezza la sua identità, io non potrò opporre alla vostra certezza un ‘no’, ma soltanto un modesto punto interrogativo. Sono dunque disposto ad attendere che venga colui che deve venire, e se questi fosse Gesù di Nazaret ritengo che nemmeno un ebreo che creda in Dio avrebbe la benché minima obiezione da muovere”. Pinchas Lapide e Jurgen Moltmann, Monoteismo ebraico – dottrina trinitaria cristiana, Queriniana, p.71. -

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Altri miei studi sul ritorno di Gesù:

Il ritorno di Gesù - C'è bisogno di chiarezza su questo argomento, specie mentre ci avviciniamo sempre di più al tempo della fine e sorgono falsi cristi e falsi profeti, come il Signore stesso del resto ci aveva predetto che sarebbe accaduto.