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Giuseppe Guarino

Gli standard di Dio

 

"Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie", dice l'Eterno. "Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri". (Isaia 55:8-9 Nuova Diodati)

Gli standard di Dio non sono gli standard dell'uomo odierno. Non so se i valori e gli ideali dell'umanità sono stati mai così lontani come lo sono oggi da quelli della Parola di Dio e nemmeno se l'uomo è mai stato così disinteressato di conoscere quali siano i valori della Parola di Dio e gli standard proposti da Dio all'uomo.

Come leggiamo in Isaia, naturalmente gli uomini possiedono ideali, desideri, aspirazioni, interessi, sogni, ecc... ma non sono quelli di Dio. Ciò che sembra vitale, indispensabile, per l'uomo del XXI secolo è considerato peccato nella Bibbia. La maggior parte delle nostre dipendenze moderne (gioco, donne o uomini, soldi, potere, ambizione, auto, prestigio, ecc... ) ci rendono esseri avidi, stupidi ed instupiditi, curanti solo di poterci procacciare i mezzi per continuare nella nostra edonistica ricerca di piacere personale e che ci consentano di perseguire gli scopi egoistici di un'esistenza fondamentalmente ed essenzialmente vuota, senza un autentico significato. Se oggi Tony Stark - Iron Man - ricco, potente e pieno di donne, offre un buon modello di ciò cui l'uomo medio aspira. Se Steve Jobs è il modello e la rappresentazione del successo dell'uomo di oggi che riesce ad affermarsi professionalmente. Se il fondatore di Playboy, nonostante la sua non più giovane età si circonda di belle ragazze e viene guardato con invidia e come un uomo di sicuro successo. Se è così, allora la Parola di Dio è vera oggi come lo era oltre duemila anni fa quando queste parole venivano scritte dal profeta Isaia: "i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie", dice l'Eterno."

Quali sono gli standard di Dio?

Mosè era un uomo cresciuto alla corte egiziana di circa 3500 anni fa. Il faraone era probabilmente l'uomo più potente al mondo e l'Egitto un regno che non temeva rivali. Eppure Mosè finì per macchiarsi di un crimine e dovette sfuggire alla giustizia egiziana nel deserto, dove visse come un umile pastore per quarant'anni. Secondo i nostri standard, egli era un uomo che aveva perso tutto, ricchezza, fama, potere, era caduto in disgrazia e viveva adesso una vita misera. Eppure fu in quel momento che Dio lo ritenne finalmente pronto, nella condizione perfetta, per rivelarsi a Lui! La storia narrata nell'Esodo è meravigliosa e ci conferma che gli standard di Dio non sono i nostri standard.

Davide era il più piccolo dei suoi fratelli e faceva parte della più piccola tribù di Israele. Eppure Dio scelse lui per creare il più grande regno della storia della discendenza di Giacobbe. La sua debolezza venne resa forza da Dio e il piccolo pastorello musicista uccise il tremendo gigante Golia. La scelta di Dio per il re da dare al suo popolo era caduta sulla persona meno probabile: in lui si sarebbe affermata la potenza di Dio!

Giona, era probabilmente la persona meno adatta a fare il profeta. Ne da prova lui stesso, scappando verso il luogo opposto a dove Dio gli aveva detto di andare, proprio nel tentativo disperato di fuggire alla sua chiamata. E fino alla fine della sua storia egli "litiga" con Dio perché non ne condivide le scelte ed i propositi. Eppure Dio scelse lui! E se le avventure e disavventure di un "uomo di Dio" sono state queste, magari ci troviamo davanti ad una brutta faccenda che sarebbe meglio dimenticare, come un errore spiacevole. Ma così non accade. Anzi, il Signore vuole che le vicende di Giona siano scritte in un libro (quello che porta il suo nome) e vengano tramandate a futura memoria fra i libri della Sacra Scrittura.

Giovanni Battista poi è un esempio che scuote le nostre certezze dalle fondamenta. "Giovanni comparve nel deserto, battezzando e predicando un battesimo di ravvedimento, per il perdono dei peccati [...] era vestito di peli di cammello, aveva una cintura di cuoio intorno ai lombi e mangiava locuste e miele selvatico". (Marco 1:4, 6 Nuova Diodati). Non so quanti di noi si troverebbero a loro agio con un individuo del genere. Eppure Gesù disse di lui: "In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni Battista". (Matteo 11:11 Nuova Diodati). Quando mi chiedono qual è il personaggio dell'antichità che preferisco, io stesso rispondo Alessandro Magno, o Cesare, o Ramses II, o Nabucodonosor, o il grande Ciro di Persia. Ma non sono questi gli standard di Dio: Giovanni Battista, proprio lui, che viveva nel deserto, non aveva casa, né vestiti, né mangiava cibi prelibati, proprio lui, ci dice la Parola di Dio, è stato l'uomo più grande mai nato sulla terra fino alla nascita di Gesù. Si, davvero le vie di Dio non sono le nostre vie.

In ultimo cito l'apostolo Paolo. Se c'era una persona meno adatta a svolgere il compito che Dio gli affidò, quella era proprio Saulo di Tarso. Ma: le vie di Dio non sono le nostre vie! Saulo era stato lì e si era rallegrato dell'uccisione di Stefano, il primo martire cristiano. Era attivo con grande zelo nell'opera di distruzione della chiesa primitiva. Eppure Dio scelse lui. Lo chiamò. Lo cambiò. Lo istruì. Lo inviò a predicare l'evangelo con potenza in tutto il mondo. E quando la sua fedeltà alla chiamata divina lo aveva fatto finire addirittura in carcere, accadde qualcosa di straordinario. "... dopo averli battuti con molti colpi, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di tenerli al sicuro. Questi, ricevuto un tale ordine, li gettò nella parte più interna della prigione e fissò i loro piedi ai ceppi. Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano". (Atti 16:23-25 Nuova Diodati). Che atteggiamento folle! Invece di lamentarsi con Dio per dove li aveva fatti finire, o di piangersi addosso, o morire di paura per la sorte che li attendeva, Paolo e Sila, suo compagno di viaggio e, qui, di sventura, cantavano! Forse che la gioia di Dio è così grande da rendere un prigioniero in carcere più contento di un re sul suo trono? Non è davvero impensabile in base a tutte le convinzioni che oggi ci guidano e determinano le nostre scelte, la nostra condotta, i nostri sogni e le nostre aspirazioni? Eppure se riusciamo a sentirci insoddisfatti nel soggiorno della nostra comoda casa, davanti ad un 50 pollici, full led, 3D, con la nostra nuova macchina in garage ed un i-phone 5 in tasca e riusciamo solo a pensare a come far più soldi per comprarci più cose ... forse dovremmo rivedere meglio i nostri standard e riflettere se veramente la felicità si trova in quelle cose che disperatamente facciamo soldi per poter comprare.

Gesù non fu un perdente, un poverino che non venne ascoltato dalla sua generazione e per ciò venne ucciso sulla croce. Al contrario Egli, Dio da ogni eternità con il Padre, si è fatto uomo per la nostra salvezza. Visse una vita perfetta. Fu obbediente a Dio, dando un esempio di ciò che ogni uomo avrebbe potuto potenzialmente essere ma che la nostra natura sottoposta al peccato ci impedisce di essere. Lui, giusto per gli ingiusti, morì sulla croce, offrendo se stesso a Dio quale perfetto sacrificio per il peccato dell'uomo, pagando al nostro posto il prezzo per il nostro peccato, la morte. Il terzo giorno resuscitò, vincendo la morte. Oggi siede alla destra del Padre ed un giorno - presto - ritornerà per giudicare i vivi ed i morti.

E' Gesù l'eroe di ogni cristiano. E' lui il nostro standard, lo standard di Dio fattosi uomo, l'esempio perfetto da seguire.

Noi cristiani non possiamo guardare alla vita ed al suo senso se non dopo avere indossato gli occhiali della Parola di Dio ed aver messo il collirio della fede nel nostro Signore Gesù Cristo. Lo studio della Parola di Dio e la guida dello Spirito Santo sono l'unica autentica maniera per imparare a discostarci dagli standard di questo mondo e riuscire anche noi a vedere ogni cosa in base agli standard del nostro meraviglioso Dio, Creatore e Sovrano dell'universo. A Lui sia la Gloria in eterno.